|
|
Critiche
"In questo muto vivere dove straripa inerte la solitudine, in questo cielo
chiuso dove sgomenta s'annida la paura, magia e musica la pittura
di Angiletti.
I suoi dipinti dai toni sfumati e impalpabili evocano albe primigenie,
palpiti e attese, carezze e memorie, innocenza e sorrisi.
Petali di madreperla, scaglie d'acqua chiara, vergini labbra, filigrane
d'oro, docili foglie, candide ninfee divengono, nella tensione lirica
del pittore, armonia di colori, voce di silenzi, palpito dell'anima,
che trascende la realtà, sublimandola in una dimensione onirica
universale.
Alfonsina Campisano Cancemi"
Alfonsina Campisano Cancemi
"Pastelli ed olii di Giacomo Angiletti: artista delle velate sensazioni
interior!, straordinariamente capace di atmosfere rarefatte eppure palpitanti
di vita altra.
Anche il quotidiano, I'apparente semplicita di oggetti, fiori, frammenti
di vita rivelano una magia rifrangente la complessita del reale. Gli occhi
del pittore calatino svelano con discrezione e al contempo con rara maestria
la cifra stilistica e la proiezione fondante una sostanza luminosa del fare
e dell'immaginare: come dire sintesi indispensabile per un terzo millennio
che, oltre le rovine della dissoluzione che pure coinvolge drammaticamente
la nostra storia, sappia riscoprire l'armonia"
Tommaso Romano
"G. Angiletti, affronta, nei suoi dipinti, la poetica del sublime.
Più che siciliano di nascita, sembrerebbe inglese; e precisamente,
appartenente a quello scorcio di inizio secolo, che vede avanzare sulla scena
della Storia dell'arte, un nuovo modo di dipingere.
Come allora, insomma, G. Angiletti, si accosta alla realtà, trascendendola.
In tal modo, opera quel superamento della figurazione realistica strettamente
legata alla natura in quanto tale, rompendo 1'equilibrio oggettivo della
stessa, e reinterpretandola secondo il proprio io. Da questa dialettica tra
natura oggettiva e natura "rivissuta", nascono i suoi dipinti.
Cosi, se Angiletti "trasforma l'ambiente", non lo fa rendendo ciò che è oggettivo
incomprensibile, ma infondendo un lirismo che e il suo esclusivo modo di
vedere la realtà circostante. Più che capace di evocare memorie
fuori dal tempo, Angiletti sembra portato a scavare nella propria identità,
per trovare quelle atmosfere magiche e sognanti, che lo fanno, in un certo
senso, un pittore romantico.
Un modo di vedere e di vivere la propria realtà, proprio di quella
cerchia di pittori che arriva fino ai cosiddetti preraffaelliti ".
Candida Cutrufo (Storico dell’Arte)
"Angiletti predilige il colore gentile: toni di verde sfrangiato, qualche
rosso pallido, azzurri lievi, quasi a carezzare il foglio, specie nei pastelli.
II riferimento al lirismo di Guccione e quasi d'obbligo. Paesaggi riportati
come miraggi, lievitanti nell'aria, direi evocati come un sogno che impone
luoghi al di la di ogni possibile realtà, figure di adolescenti immerse
in un clima da fiaba, nature morte che perdono consistenza per proporre un
oggetto, un frutto, come filtrati da un invisibile velo.
In questa pittura Angiletti pone tutta la sua attenzione alla forma
con una serie di timbri precisi, in un equilibrio che è prima nel
sentimento del pittore, una trascrizione di immagini dove il silenzio e la
contemplazione vivono in modulata armonia con la tecnica, gia notevole, di
una composizione poetica.
Con dati cosi validi la pittura di Angiletti si pone tra le più positive
esperienze artistiche della cultura visiva siciliana, una maturità collaudata
da anni di lavoro e ricerca, sempre con 1'onesta di una fatica assunta come
mezzo di comunicazione sociale."
Enzo Leopardi (Critico d'arte e giornalista "La Sicilia")
|
Ultime esposizioni
| 2003 |
Galleria "Elle Arte", Palermo |
| 2002 |
Galleria d'Arte "Calcagno", Catania |
| 2002 |
Sala Mostre Comune di Caltagirone |
| 2002 |
"Les Salons Des Artistes", Montecarlo |
| 2002 |
"Caffè Cova – Via Montenapoleone", Milano |
|