www.giacomoangiletti.it "il pittore dalle tonalità gentili"
Critiche

"In questo muto vivere dove straripa inerte la solitudine, in questo cielo chiuso dove sgomenta s'annida la paura, magia e musica la pittura di Angiletti.
I suoi dipinti dai toni sfumati e impalpabili evocano albe primigenie, palpiti e attese, carezze e memorie, innocenza e sorrisi.
Petali di madreperla, scaglie d'acqua chiara, vergini labbra, filigrane d'oro, docili foglie, candide ninfee divengono, nella tensione lirica del pittore, armonia di colori, voce di silenzi, palpito dell'anima, che trascende la realtà, sublimandola in una dimensione onirica universale.
Alfonsina Campisano Cancemi"

Alfonsina Campisano Cancemi



"Pastelli ed olii di Giacomo Angiletti: artista delle velate sensazioni interior!, straordinariamente capace di atmosfere rarefatte eppure palpitanti di vita altra.
Anche il quotidiano, I'apparente semplicita di oggetti, fiori, frammenti di vita rivelano una magia rifrangente la complessita del reale. Gli occhi del pittore calatino svelano con discrezione e al contempo con rara maestria la cifra stilistica e la proiezione fondante una sostanza luminosa del fare e dell'immaginare: come dire sintesi indispensabile per un terzo millennio che, oltre le rovine della dissoluzione che pure coinvolge drammaticamente la nostra storia, sappia riscoprire l'armonia"

Tommaso Romano



"G. Angiletti, affronta, nei suoi dipinti, la poetica del sublime. Più che siciliano di nascita, sembrerebbe inglese; e precisamente, appartenente a quello scorcio di inizio secolo, che vede avanzare sulla scena della Storia dell'arte, un nuovo modo di dipingere.
Come allora, insomma, G. Angiletti, si accosta alla realtà, trascendendola. In tal modo, opera quel superamento della figurazione realistica strettamente legata alla natura in quanto tale, rompendo 1'equilibrio oggettivo della stessa, e reinterpretandola secondo il proprio io. Da questa dialettica tra natura oggettiva e natura "rivissuta", nascono i suoi dipinti. Cosi, se Angiletti "trasforma l'ambiente", non lo fa rendendo ciò che è oggettivo incomprensibile, ma infondendo un lirismo che e il suo esclusivo modo di vedere la realtà circostante. Più che capace di evocare memorie fuori dal tempo, Angiletti sembra portato a scavare nella propria identità, per trovare quelle atmosfere magiche e sognanti, che lo fanno, in un certo senso, un pittore romantico.
Un modo di vedere e di vivere la propria realtà, proprio di quella cerchia di pittori che arriva fino ai cosiddetti preraffaelliti ".

Candida Cutrufo (Storico dell’Arte)



"Angiletti predilige il colore gentile: toni di verde sfrangiato, qualche rosso pallido, azzurri lievi, quasi a carezzare il foglio, specie nei pastelli. II riferimento al lirismo di Guccione e quasi d'obbligo. Paesaggi riportati come miraggi, lievitanti nell'aria, direi evocati come un sogno che impone luoghi al di la di ogni possibile realtà, figure di adolescenti immerse in un clima da fiaba, nature morte che perdono consistenza per proporre un oggetto, un frutto, come filtrati da un invisibile velo.
In questa pittura Angiletti pone tutta la sua attenzione alla forma con una serie di timbri precisi, in un equilibrio che è prima nel sentimento del pittore, una trascrizione di immagini dove il silenzio e la contemplazione vivono in modulata armonia con la tecnica, gia notevole, di una composizione poetica.
Con dati cosi validi la pittura di Angiletti si pone tra le più positive esperienze artistiche della cultura visiva siciliana, una maturità collaudata da anni di lavoro e ricerca, sempre con 1'onesta di una fatica assunta come mezzo di comunicazione sociale."

Enzo Leopardi (Critico d'arte e giornalista "La Sicilia")



Ultime esposizioni
2003 Galleria "Elle Arte", Palermo
2002 Galleria d'Arte "Calcagno", Catania
2002 Sala Mostre Comune di Caltagirone
2002 "Les Salons Des Artistes", Montecarlo
2002 "Caffè Cova – Via Montenapoleone", Milano
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